Venezia, 8/3/2010 LAGRIME DI COCCODRILLO DI ORSONI SUL MARINARETTO. Sul Marinaretto, la storica nave-scuola del Polo Nautico, che avrebbe avuto la possibilità di essere utilizzata e conservata al meglio nell'adeguata sua storica darsena nell'isola di San Giorgio, si stanno levando in questi giorni, condivisibilmente (ed unisco perciò anche la mia voce preoccupato, auspicandone salvezza), molti appelli e grida di dolore per il rischio della sua dismissione. Ma fra le tante lacrime, alcune appaiono veramente lagrime di coccodrillo: mi riferisco a quelle elettoralisticamente spese dal candidato sindaco del centro-sinistra, Giorgio Orsoni, che forse dimentica, fra le sue innumerevoli cariche, di aver posseduto e di possedere anche quella di vicepresidente della Fondazione Cini, la principale responsabile delle attuali difficoltà logistiche e dell'impossibilità di sviluppare secondo le sue enormi potenzialità il nuovo Polo Nautico di Venezia. Fu, infatti, sul finir del 2005, proprio la Fondazione Cini, con l'ampia correità del suo vicepresidente Orsoni, a volere, sostenuta dal centro-sinistra veneziano e romano, lo sgombero dell'istituo professionale per le attività marinare dall'isola di San Giorgio, sede storica che avrebbe potuto offrire la risorsa logistica migliore per far nascere il nuovo Polo Nautico e per continuare a gestire al meglio il Marinaretto. Capisco che memoria storica e coerenza in campagna elettorale rischino di passare in secondo piano, ma non posso non ricordare le parole che allora, nel 2005, da capogruppo di An in Municipalità, dopo una lunga battaglia volta a mantenere ed a sviluppare nell'isola di San Giorgio l’idea geniale avuta dal conte Cini, che negli anni Cinquanta aveva ipotizzato per l’isola di San Giorgio una triplice viva funzione, attraverso la scuola di attività pratiche (coi Salesiani), l'istituto di attività marinare (con l’Isitituo Cini) e l'istituzione d’altissimo livello culturale per gli studi veneziani (con la Fondazione Cini), un trittico che doveva essere mantenuto e sviluppato in modo armonico, e che invece venne tradito, eliminando Salesiani e marinaretti in una nube di colpevole silenzio: infatti nel dicembre del 2005 volli dire chiaro e forte che per i gruppi veneziani di An in Comune ed in Municipalità la visione strategica era stata e rimaneva ben diversa da quella della Provincia, del Comune (allora governati dal centro-sinistra) e della Fondazione Cini, perché, invece che la sede di un bar esclusivo con vista in bacino di S.Marco, noi puntavamo a fare dell'Isola di San Giorgio (mantenendo e supportando ovviamente anche la prestigiosa opera di ricerca della Fondazione) un simbolo concreto e vivo di venezianità, attivando, secondo le volontà testamentarie del Conte Cini, il Polo Nautico Adriatico proposto dalla Regione, per giocare un'importante opportunità di vedere messo in moto un percorso di rivitalizzazione culturale ed economica, oltre che sociale, della città d’acqua di Venezia. Non quell'enclave autoreferenziale, gestita in modo avulso dalla città, voluta allora, e che ha ancora in Orsoni il suo vicepresidente: le cui lacrime, sul destino del Marinaretto, veramente lasciano perplessi... Pietro Bortoluzzi Coordinatore Pdl Municipalità di Venezia Consigliere Provinciale Pdl di Venezia