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 La pagina di Bortoluzzi

 

Sui plateatici il centrosinistra razzola male e predica peggio…

            Forse abituati da troppi anni di governo cittadino (i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti i veneziani) operato in perfetta solitudine, senza un’opposizione costante, attenta e capillare – come quella che ormai da alcuni anni invece sta attuando a Venezia Alleanza Nazionale, a partire dalle Circoscrizioni – gli esponenti della maggioranza di centro-sinistra in Giunta comunale e nei CdQ si trovano ora in difficoltà, messi alle strette a guardare in faccia i risultati della loro amministrazione, e confermano con dichiarazioni emblematiche quale sia la loro caratura. Anche nel caso limite del caos in cui si dibatte da anni la situazione plateatici a Venezia.

            Un primo esempio sono le fumose accuse rivolte al sottoscritto e ad An dal consigliere ora di Rifondazione, ma eletto coi voti dei Ds, Sebastiano Bonzio, che, da Coordinatore della Commissione Commercio del CdQ2, con le sue parole conferma di non aver capito le critiche e il tipo di posizione adamantina che Alleanza Nazionale mantiene da anni e con costanza nelle Circoscrizioni veneziane. Bonzio poi pare dimenticare anche di aver messo (su suggerimento del Presidente del CdQ2) nuovamente ai voti in Commissione il 24 giugno 2003 il regolamento unilaterale votato e poi annullato dal CdQ2, quando in data 20 giugno – su sollecitazione guarda caso proprio dei consiglieri circoscrizionali di An – il Difensore Civico comunale aveva invece già protocollato un suo chiarissimo intervento, con il quale, avvalorando nella sostanza le critiche di legittimità sull’operato sia politico che amministrativo di Comune e Quartieri veneziani in tema plateatici, sosteneva in particolare come “i criteri deliberati dai CdQ (…) non (…) “concertati” (…) non possono costituire atto di legittimo esercizio dei poteri conferiti dalla norma regolamentare”, e ricordando anche come una sentenza del Tar abbia stabilito che: “i menzionati criteri non possono ritenersi vigenti”. Evidentemente Bonzio e compagni pare non abbiano ancora capito che cosa cerchiamo di dire: e cioè che tanto quanto avevamo criticato l’adozione di un regolamento non concertato ed incompleto prima, ora noi di An non accettiamo il ripristino della vecchia trafila sui plateatici messa in campo dallo Sportello Unico, perché entrambe le azioni contrastano (come conferma chiarissimamente il Difensore Civico comunale) con l’art.5 del Regolamento COSAP del 28.2.2000. E per uscire dal caos l’unica soluzione non è quella prospettata (fra l’altro fuori tempo massimo) dal Presidente Reberschegg di un incontro “informale” e già annunciato come inconcludente fra esponenti delle maggioranze dei Quartieri ed assessori competenti, bensì una concertazione reale, come da regolamento COSAP, fra CdQ e Comune (intesi nella loro forma completa di Consiglio) che porti a criteri uguali per tutti, e che copra (con le dovute regole differenziate a seconda di certe particolari necessità) tutto il territorio (aree gialle comprese). Che è cosa ben diversa dai mezzi inciuci con la maggioranza del CdQ1, dal passacarte con lo sportello unico, dall’espressione di qualche parere estemporaneo, e dalla volontà di ri-approvazione di un regolamento incompleto ed illegittimo da parte del CdQ2!

            Penso sia anche chiaro, perciò, perché in questi ultimi mesi il gruppo di An in CdQ2 non partecipa al voto, ribadendo l’iter come non regolare, quando si richiedono da parte dello SUAP pareri su plateatici.

D’altronde che le idee e le prassi da parte delle maggioranze di centro-sinsitra siano in questo campo confuse e poco efficaci lo confermano anche le parole recentemente dette dal consigliere comunale Bergantin (che ha parlato di un fantomatico ruolo moralizzatore del mercato da parte della Giunta!), dalla presidente del consiglio comunale Mara Rumiz (che si accorge solo ora di violazioni dei regolamenti che durano dal 2000?) e soprattutto dall’assessore De Gasperi, che – invece di far rispettare le normative vigenti e di provvedere alla realizzazione del piano del commercio, atteso da anni! – annuncia un “provvedimento temporaneo di sospensione delle concessioni”, che – oltre ad essere risibile, visto che ormai dalla stalla i buoi sono scappati quasi tutti… – appare anche potenzialmente penalizzante nei confronti degli operatori onesti e corretti, oltre che fonte di eventuali altri ricorsi al Tar.

Sulla questione complessiva dei plateatici, infine, sarebbe anche il caso di eliminare un certo velo di ipocrisia: non dimentichiamo, infatti, che, grazie ai tributi per i plateatici, a Venezia il Comune percepisce qualche milione di euro; e che certi plateatici consentono anche una rivitalizzazione di alcune parti della città, possono essere una risorsa ed assicurare posti di lavoro. Quel che serve non è vietare alla cieca i plateatici, ma normarli, assicurando norme certe, eguali per tutti, rispettose dei regolamenti e della città; regole che devono essere poi fatte valere anche da rigorosi ed equi controlli da parte delle forze dell’ordine municipali. Anche per evitare quei fastidiosi doppiopesismi, favoriti dal pluriennale e colpevole caos amministrativo, che invece è parso a molti cittadini ed operatori di aver ravvisato in alcuni casi.

 

Pietro Bortoluzzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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