Venezia, 28/9/2011 - comunicato stampa Oggetto: NUOVO PONTE DELL'ACCADEMIA? Le condizioni in cui versa il Ponte dell’Accademia appaiono con evidenza sempre più precarie e rischiose, sia per chi lo attraversa, sia per il sempre più frequente rischio incendio; d'altronde l’attuale manufatto in legno è stato pensato negli anni Trenta come soluzione provvisoria, per sostituire la vecchia struttura in ferro austriaca di Alfred Neville del 1854 (allora ormai non più sicura) in attesa della realizzazione del ponte in pietra definitivo: una soluzione provvisoria che dal febbraio 1933 agli anni Ottanta è stata garantita dal ponte ligneo mirabilmente ideato e realizzato in soli 37 giorni dall’ing. Eugenio Miozzi, poi irrobustito nel 1948 con degli archi in acciaio e sostituito nel 1986 da quello attuale e simile (con l’aggiunta, però, di una nuova struttura portante in acciaio), mentre è caduto nel dimenticatoio il progetto che aveva vinto il bando per la realizzazione della struttura in pietra definitiva, firmato Torres e Briazza, che non fu mai realizzato. Settantrè anni dopo, nel 2006, a riattivare formalmente l'iter burocratico era è stata l'approvazione a maggioranza da parte del Consiglio della Municipalità di Venezia di un Ordine del Giorno presentato dallo scrivente (allora capogruppo di AN) per la progettazione e la costruzione di un nuovo Ponte dell’Accademia definitivo, che unisse stabilmente e con minori costi di manutenzione (dato che purtroppo, soprattutto dopo l'ennesimo radicale rifacimento delle parti lignee operato da Insula nel 1998, erano sorti numerosi problemi, sia legati alla qualità del legno e dell'intervento, sia a causa della mancata manutenzione ordinaria) le rive del Canal Grande fra Campo S.Vidal e Campo della Carità; un'opera da realizzarsi a regola d'arte, attraverso un bando efficace e preciso e puntando al reperimento di fondi anche tramite qualche importante sponsor o qualche benefattore, per mettere in atto una procedura che potesse porsi finalmente a Venezia come virtuoso e credibile contraltare all’esperienza negativa della realizzazione del Ponte di Calatrava. Proposta che nel 2007 veniva recepita dal sindaco Cacciari, trovando ampia eco presso l'opinione pubblica, ma evidentemente non fra i possibili realizzatori, dato che il successivo bando andava deserto. Finché, a sorpresa, nel gennaio del 2011 appare sui giornali locali la notizia del reperimento di uno sponsor “segreto” per la realizzazione di un nuovo definitivo ponte dell'Accademia, che si offre con un progetto già dettagliato, le immagini decisamente innovative del quale hanno però (con il loro ardito uso di pietra d'Istria, vetro ed acciaio) scombussolato parecchi cittadini ed addetti ai lavori. Così si giunge in questi giorni di inizio autunno del 2011 all'attesa del parere della commissione tecnico scientifica del Ministero dei Beni Culturali, che si è riunita ed ha messo nero su bianco un giudizio (non ancora pervenuto a Ca' Farsetti) che parrebbe negativo sul progetto proposto al Comune dall'impresa Schiavina di Bologna e opera degli architetti Giovanna Mar e Alessandro Marata, finalizzato alla realizzazione del nuovo Ponte dell’Accademia, che - al costo di 6 milioni di euro interamente coperti dal misterioso sponsor - prevedeva un modernissimo profilo in acciaio, vetro e pietra, con particolari gradini per renderlo accessibile. Certamente, se una ricostruzione del ponte su un nuovo progetto con materiali meno deteriorabili (o una sua radicale ristrutturazione) potrebbe parere inderogabile e si potrebbe dimostrare , piuttosto di un ennesimo costoso ritocchino provvisorio all’attuale struttura provvisoria, la soluzione più efficace e forse alla lunga anche la meno costosa, è altresì ovvio ed importante, però, evitare di ripetere gli errori che hanno portato ai gravissimi problemi realizzativi, agli aumenti di spesa ed all'altissimo costo di manutenzione annuo del Ponte di Calatrava. Ed anche se appare scontato che ci si possa rallegrare ora - nonostante il fallimento del precedente bando - di ottenere uno sponsor in grado di realizzare il nuovo Ponte dell'Accademia,è altrettanto ovvio però che tutto debba avvenire con la massima limpidezza nelle procedure e negli accordi, che il tipo di sponsorizzazione sia efficace ma non troppo invasiva, che i materiali da utilizzarsi siano poi manutentabili in modo economicamente conveniente (altrimenti tanto vale tenersi l'attuale legno), che il progetto sia qualitativamente valido, e pure che un passaggio nei Consigli di Municipalità e Comunale venga effettuato, prima di deliberarne la realizzazione, anche per eventualmente suggerire migliorie o aprire le porte ad un nuovo veloce bando;anche perché - fra le molte ipotesi - potrebbe anche essere ridiscussa quella avanzata nel 1838 dall'architetto Giuseppe Salvadori, che prevedeva un tunnel sotto il Canal Grande...