Venezia, 28-6-2010 - comunicato stampa oggetto: COMMERCIO ABUSIVO DILAGANTE A VENEZIA; CRESCE IL TIMORE D'UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA, IN UNA CITTA' POLITCAMENTE AMBIGUA NEL VOLER CONTRASTARE IL FENOMENO. Ormai da parte dell'amministrazione comunale s'assiste sul fronte del contrasto al commercio abusivo in Venezia città storica alla frequente emissione di veri e propri bollettini di guerra, arricchiti da precisi dati, indicanti il numero degli agenti impiegati, il numero di extracomunitari abusivi fermati ed identificati, il numero di borse ed oggetti sequestrati, e, purtroppo sempre più spesso, anche il numero dei feriti, in gran parte bambini od anziani, finiti travolti dai vuccumprà in fuga... E non può non colpire il sospetto che, attraverso questi bollettini, la Giunta Comunale veneziana voglia dar un'immagine di sè come quella di un'amministrazione efficace ed efficiente, impegnata regolarmente nella lotta strategica al commercio ambulante abusivo: in realtà, invece, proprio il continuo snocciolamento di queste cifre, ed il continuo aumento di feriti, si coniuga in città storica ad un palpabilissimo ed evidentissimo senso di impotenza di fronte al dilagare dell'abusivismo e dell'illegalità! Ormai la presenza di venditori irregolari - da troppi anni lasciata tranquillamente crescere, senza contrasto alcuno, a causa dell'ambiguità stessa delle amministrazioni di centro-sinistra veneziane - è diventata sempre più massiccia e radicata; è stata capace di organizzarsi, strutturandosi con magazzini decentrati ed addirittura con un servizio di ristorazione ambulante autogestito, oltre che con un'imponente rete di pali ed informatori; ma la cosa che appare più grave è però, politicamente, il fatto che le operazioni di contrasto effettuate saltuariamente dalla polizia municipale in realtà sembrino più spot pubblicitari, piuttosto che episodi all'interno di un quadro di contrasto sistematico. Insomma si direbbe che all'ambiguità politica ed ideologica del centro-sinistra veneziano, al potere ormai da troppi anni, corrisponda un'ambiguità anche nel contrastare il commercio ambulante abusivo, che viene strutturalmente lasciato prosperare, salvo ogni tanto organizzargli contro una chiassosa battuta di caccia, regolarmente accompagnata da tanto di comunicato stampa. E la cosa più grave di questa situazione è l'evidente e crescente rischio che, in una delle sporadiche fughe in mezzo alla folla, in una città particolare come Venezia, a farne le spese, pesantemente, possa essere qualche inerme bimbo o qualche anziano; non vorremmo davvero mai doverci uno di questi giorni trovare di fronte a quella tragedia che fra calli e campielli tutti i veneziani danno come annunciata! E' assolutamente necessario che la Giunta e l'amministrazione veneziane si liberino di ogni ambiguità e finalmente decidano un contrasto sistematico e profondo al commercio ambulante abusivo ed alla sua malavitosa e ramificata filiera: quando chiara sarà quella volontà politica, allora più facile sarà anche ottenere collaborazione con le altre amministrazioni. Pietro Bortoluzzi, consigliere provinciale e capogruppo municipale Pdl Venezia Alarico Memo, consigliere municipale Pdl Venezia