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 Bortoluzzi

 

Venezia, 22.5.2003

San Vio, Salute e Zattere pagano duramente politiche sbagliate!



E’ ormai quasi in cancrena la “vita” veneziana in una delle zone più volutamente abbandonate dalle ultime amministrazioni comunali e circoscrizionali: parlo di San Vio, Salute e Zattere, che pagano duramente troppe politiche sbagliate e preconcette, fra l’altro imposte con supponenza.

Gli ultimi fatti sono veramente emblematici: in poco più di tre minuti, ad esempio, è passata in scioltezza in Consiglio Comunale una variante al Piano Regolatore – approvata in precedenza con i voti favorevoli del centrosinistra in Quartiere (che umiliava con i suoi numeri le fortissime obiezioni di molta parte della minoranza, che su quel provvedimento aveva fatto un duro lavoro d’opposizione) – che consentirà alla Fondazione Guggenheim di trasformare alcuni appartamenti da poco acquistati in (per i residenti utilissimi!) locali da utilizzarsi per coffee-shops, vendita di souvenirs ed attività di supporto alle sue mostre. Alla faccia di una politica che voglia tutelare (almeno simbolicamente, mantenendo le destinazioni abitative degli immobili!) la residenzialità, e proprio mentre nel tessuto socio-economico della zona stanno per abbattersi le chiusure dell’ultimo panificio e dell’ultima macelleria! “Tanto – i Soloni di centrosinistra ci hanno spiegato, motivando il loro voto a favore di una multinazionale straniera che viene aiutata a trasformare abitazioni in spazi per commercio turistico – quelle sarebbero state solo case per ricchi”. Complimenti: ottima motivazione!

Ma il cerchio attorno agli ultimi stoici residenti della zona si stringe anche con le scelte operate da Actv sui pontili delle Zattere : scelte pienamente concordate dalla maggioranza che governa il CdQ2, ma giustamente avversate, oltre che dal sottoscritto (trattato quasi come un “minus habens” in Commissione dai tecnici dell’Actv e da molti consiglieri di Sinistra, per aver osato formulare proposte alternative, nemmeno discusse, sugli imbarcaderi e sulle linee!), anche da raccolte spontanee di firme da parte dei cittadini della zona. Actv ha deciso, col plauso della maggioranza del CdQ2, di non posizionare più i pontili nel luogo in cui da tempo immemorabile erano; un punto delle Zattere che consentiva la facilità di accesso senza barriere architettoniche fra linee del Canale della Giudecca e del Canal Grande, oltre che la possibilità di accettabili collegamenti da San Vio al Tronchetto, a Piazzale Roma e alla Stazione. Sempre Actv, però, consentirà nello stesso luogo in cui sono impossibili le fermate per le sue linee residenziali, l’approdo della linea turistica per e da Fusina…

E a questo recente quadro si devono sommare tutte le discutibilissime scelte amministrative che hanno lasciato nel recente passato massima libertà alla realizzazione di attività para-alberghiere e turistiche, sulla scorta di dati sovradimensionati prospettati per il Giubileo; consentendo così che – con leggine, deroghette, variazioncine e regolamentini volanti – si trasformassero antichi asili per scolaretti autoctoni in locande per viandanti forestieri e storiche botteghe d’uso quotidiano per residenti (colpevolmente non tutelate da regolamenti ad hoc, che invece il Comune di Venezia avrebbe potuto approvare) in ripetitive vetrine di chincaglierie per turisti mordi e fuggi.

Ecco in quale gravissima crisi versa la residenzialità nella zona di San Vio e della Salute, che sta per sparire, per essere annientata, risucchiata da un vortice contro il quale pare non voler intervenire nessuno. Anzi, peggio: ci sono pure amministratori circoscrizionali di maggioranza che tranquillamente in alcuni loro interventi in Commissione o in Consiglio si sono permessi di definire ormai “perduta” la zona di San Vio, così come, d’altra parte, la Giunta Comunale ormai da anni considera “perduta” la zona di San Marco.



Pietro Bortoluzzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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