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Venezia,
20 gennaio 2003
LA
TARGA IN RICORDO DI MARIO STEFANI, POETA VENEZIANO
Sta per avvicinarsi il secondo
anniversario (4 marzo) della morte del poeta Mario Stefani, al quale,
grazie anche alla mia iniziativa, che ha raccolto la spontanea richiesta
di molti amici e vicini di casa dello scomparso poeta, il Consiglio di
Quartiere 2 ha deliberato di dedicare una targa, per ricordare il suo
valore di poeta, fortemente legato al suo territorio.
La volontà del CdQ2 era
stata quella di apporre all’esterno della casa nella quale aveva
vissuto Mario Stefani, oltre al nome ed alla data di nascita, anche un
piccolo esempio della sua sensibilità, con i celebri suoi versi: “Solitudine
non è esser soli / è amare gli altri inutilmente”.
Un anonimo proprietario
dello stabile, però, non ha dato il suo assenso: per cui da oltre un
anno l’iter è bloccato, e solo ora, grazie ad un’ennesima mia
richiesta ed all’individuazione di un altro luogo, che sarà con tutta
probabilità la parete di un palazzo pubblico in Campo San Giacomo
dell’Orio, sarà forse possibile, con il ritardo di quasi un anno,
realizzare la targa promessa alla cittadinanza.
Ma
prima di dare l’addio definitivo alla vecchia e logica ipotesi di
vedere ricordati per sempre, all’esterno dello stabile in cui ha
vissuto Mario Stefani, il suo nome e la sua sensibilità di poeta e di
veneziano, vorrei approfittare di queste poche righe per lanciare un
ultimo appello a chi non ha voluto concedere spazio al ricordo d’un
personaggio molto legato alla città e al suo sestiere, affinché cada
il veto e la targa possa essere apposta dove era stato deciso.
Mi
sia permesso supportare il mio appello ricordando alcune mie giovani
emozioni attorno a quel palazzo, del quale personalmente ho la fortuna
di possedere un duplice ricordo: non posso infatti non far rivivere con
affetto nella mia memoria – assieme al ricordo delle visite al mare di
carte, disegni e quadri, che allagava in modo confuso l’appartamento
di Mario Stefani – anche l’esperienza di aver frequentato più
d’una volta, ad orari antelucani in giorni festivi, all’interno
dello stesso stabile, la casa di un altro grande uomo di lettere, che in
modo più tecnico, ma con grande fascino, ha contribuito a creare in me
una sensibilità verso l’arte, verso Venezia e verso la parola
scritta: Giorgio Padoan, studioso di indiscutibile valore, presso il
quale mi recavo, studentello universitario, nella fase preparatoria
della mia prima tesi all’Università di Venezia.
Che ora un
immobile come quello – nel quale si sono armoniosamente sviluppate ed
anche, in un doloroso momento, tragicamente concluse due vite, che in
modo diverso hanno segnato la cultura veneziana – non possa veder
riconosciuto ed eternato il suo ruolo con l’apposizione d’una targa
voluta dalla cittadinanza e dalle istituzioni per un uomo che giocoforza
come Mario Stefani è stato più “parte” della città, rispetto ad
un altro come Padoan, che invece Venezia l’ha onorata con il suo ruolo
di studioso di fama internazionale, è cosa che mi addolora
profondamente. Probabilmente negare l’espressione pubblica d’affetto
ad un poeta veneziano, come Mario Stefani, è cosa che offende ed
annulla anche tutti gli sforzi fatti da Giorgio Padoan nella sua alacre
attività di studioso e di appassionato difensore ed ammiratore della
poesia veneziana: impedire la targa a Mario Stefani, quindi, è forse
anche un insulto alla memoria di Giorgio Padoan…
Pietro
Bortoluzzi
Capogruppo
di Alleanza Nazionale al CdQ2 del Comune di Venezia
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